Day 14 – da Péronne a Saint Quentin

Il futuro non esiste.

Capita a volte che durante il cammino ci siano giornate in cui non c’è niente da vedere. Niente di particolarmente interessante. Capita esattamente come nella vita. Una giornata dove tutto si è già visto. Dove davvero alla domanda cos’è successo oggi diciamo la verità rispondendo non è successo nulla. Sono giornate in cui ci limitiamo ad esistere, ma non si può sempre essere in corsa, non tutto il viaggio è fatto di avventure e di paesaggi mozzafiato, a volte ci sono dei passaggi transitori che servono per raggiungere un posto più bello. E questa “noia“ ci permette insieme di attendere il futuro e di guardare da dove arriviamo. Se è vero che non si può scalare una montagna senza affrontarla a piccole tappe, programmando lo sforzo e il riposo per arrivare alla vetta, e anche vero che scaliamo la montagna solo per guardare il punto esatto da cui siamo partiti a valle. Ecco queste giornate e transitorie,Sono esattamente dei check point in cui guardare quanto abbiamo fatto e quanto ancora dobbiamo meritarci prima di arrivare al traguardo, e se il punto di partenza da cui siamo arrivati è talmente lontano che non si vede più. Beh, allora avremo realizzato qualcosa di grande.

Personalmente ho imparato con gli anni (e con la prima esperienza del Camino di Santiago nel 2009) ad affrontare ogni sfida come un percorso a tappe. Mi do un obbiettivo e una metà ambiziosa (2000km a piedi per raggiungere Roma), mi spavento e penso che non ce la farò mai, e poi iniziò a scomporlo pezzo per pezzo, e vedo che le sfide giornaliere sono effettivamente affrontabili, a patto che si mantenga un determinato livello di sacrificio (ore di cammino giornaliero) per un determinato tempo (giorni di percorso).

Il sacrificio nel tempo ha un nome: Costanza.

Dal momento in cui ho fissato e mi sono convinto della meta, so che ci saranno imprevisti, so che avrò paura di iniziare e di non raggiungerla, so che potrò magari modificare il percorso per raggiungerla, ma non la cambierò mai. Non esistono più piani B, il percorso è tracciato e da ora esiste solo la gestione dei problemi che sorgeranno di giorno in giorno.

Questi premessa anticipa un pensiero che ho scritto qualche giorno fa:

“Penso spesso che c’è un filo rosso che collega la strada che sto percorrendo alla mia meta Roma. Penso sempre la stessa cosa ogni volta che inizi un progetto: c’è un percorso che deve attraversare e che è collegato da ora alla fine raggiungimento del risultato. Questo mi da la costanza di perseverare perché vedo fin dall’inizio la meta è lì davanti, e so che un passo dopo l’altro riuscirò ad arrivare dove mi sono prefisso. L’unico segreto del successo è la perseveranza e la costanza nel cercare di raggiungere i propri obiettivi. Molto spesso si confonde la fama con il successo. La fama e l’arte di raccontare qualcosa che che è plausibile nell’immagine della persona raccontata. Si dice “Ha fama di essere un gran conquistatore. Ha fama di essere un condottiero”, non si sa se la fama corrisponda al vero. Il successo invece si collega etimologicamente con l’aver fatto qualcosa. Qualcosa è successo, è stato fatto. Più grande è stato il fatto, più grande sarà il successo e il riconoscimento da parte di chi vi sta intorno. Non vi ponete minuti, non abbiate paura di fare. Imparate a conoscere le vostre debolezze e sfidatele, superatele ogni giorno per andare incontro successo sempre più grande.”

Quasi ogni giorno scatto una foto su questa via Francigena, un sentiero o una strada che va dritta in avanti, chissà dove. Ogni giorno mentre la scatto penso che è attraverso questa strada che arriverò a Roma, ogni passo mi avvicina alla meta ed è, anche se in una misura piccolissima rispetto al totale, fondamentale per raggiungerla.

Vi starete chiedendo a questo punto perché abbia aperto con la frase “il futuro non esiste”. È molto semplice: il futuro è una linea dritta fatta di tanti puntini, che sono le nostre scelte uniche all’interno di una possibilità di scelte infinite che ci sono, e che cambieranno più o meno evidentemente il corso della storia influenzando a caduta l’altra infinita di scelte possibili. Scegliere di stare fermi un secondo in più potrebbe, senza che ce ne renderemo mai conto farci incontrare casualmente all’angolo una persona importante. Persino schiacciare una zanzara potrebbe influenzare il futuro del mondo. Per questo il nostro futuro è costituito da un’unica possibilità per volta all’interno di infinite possibilità, che matematicamente si risolve con 1 possibilità fratto infinito. Risultato = 0.

Il futuro non esiste, perché siamo noi a costruirlo attimo dopo attimo, con ogni nostra azione, influenzando il resto dell’universo.

Un piede dopo l’altro.

Giovanni

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