Day 19 – da Saint Thierry a Reims

Tra Champagne e architettura gotica

Mi risveglio nella celletta del monastero di Saint Thierry, la mia colazione a base di marmellate fatte con tre diverse varietà di prugne coltivate dalle suore mi attende nel refettorio laico. Oggi sono contento di partire alla scoperta della città più grande che incontrerò in Francia. Ogni tanto riemergere dalla campagna permette di riacquisire un senso di normalità: due pasti in un giorno, supermercati aperti e, sembra scontato ma non lo è, un bancomat. La tappa di oggi è breve, ma la allungherò un po’ per passare dalla zona industriale e comprare un sacco a pelo e un paio di pantaloni lunghi per essere più indipendente nelle fresche notti francesi.

Cammino verso la città entrando dalla periferia industriale a nord. Non ci vuole molto prima che incroci le prime file di case e tracce di vita.

Costeggio quello che mi sembra il centro, anche se non noto dall’esterno una differenza “storica”, per arrivare più rapidamente al mio alloggio, che si trova oltre il ponte sul canale artificiale che costeggia la Marna. Il fato ha voluto che il Centro Internazionale di Soggiorno, una specie di incrocio fra un campus e un ostello gigante, si trovi a meno di 50 metri dal teatro di prosa di Reims.

Scarico lo zaino nel mio loculo e mi dedico alle abluzioni del caso, prima di recarmi verso il centro e la sua famosa cattedrale.

Mentre cammino per una delle arterie principali della città, avverto un’aria familiare tra la gente che mi passa accanto. Un clima giovane e frizzante, la strada dove mi trovo è piena di locali con tavoli all’aperto carichi di aperitivi, Pastis, birre, noccioline, mi fanno pensare alla mia amata Bologna, dove ho vissuto quasi sette anni. Reims è un po’ più piccola, ed ha un’università con circa 20000 iscritti (un quarto degli oltre 80000 di Bologna), ma c’è un’aria affine, forse nell’abitudine al ben vivere e alla buona tavola. Passeggio tra negozi di Champagne e dei famosi biscotti rosa di Reims, che si dice vadano a genio con le bollicine del luogo

A me comunque sembrano solo dei savoiardi secchi e insipidi, con l’unica caratteristica di essere rosa, ma questa è solo l’opinione di un goloso pellegrino italiano.

La vera protagonista della città è però la Cattedrale di Notre Dame, che per bellezza, sempre secondo il goloso pellegrino italiano, batte anche la sua sorella più famosa di Parigi.

L’impatto quando appare davanti agli occhi da dietro gli alberi della piazza più vissuta di Reims è fortissimo

Questa cattedrale, che è stata il luogo di incoronazione di tutti i re di Francia, oltre che il posto simbolico dove Francia e Germania si riconciliarono dopo la seconda guerra mondiale con un incontro tra De Gaulle e Adenauer, è uno dei massimi esempi dell’architettura gotica francese.

L’ingresso nella chiesa era considerato come l’ingresso in paradiso, per questo i grandi archi sulle entrate della facciata principale rappresentano il giudizio universale, in parte ricostruito dopo i bombardamenti della prima guerra mondiale, quando i gargoyles vomitarono il metallo fuso che si sciolse dal tetto.

L’architettura gotica alleggerisce i grandi muri delle vecchie cattedrali grazie all’utilizzo di un gran numero di arcate che permettono di distribuire il peso complessivo. Questa evoluzione permette lo sviluppo in altezza delle costruzioni e l’inserimento, negli spazi aperti tra gli archi, delle grandi vetrate che tutti conosciamo, e che, nel caso della cattedrale di Reims, hanno una storia in evoluzione.

Premesso che le vetrate originali vennero rimpiazzate col tempo da alcune neutre in vetro trasparente, in periodi in cui si cercava più rigorosità nella chiesa, quando fu tempo di ricostruirle dopo la prima guerra mondiale, grazie all’intervento di Rockefeller (si il megamiliardario di New York) a cavallo della seconda, si scelse con coraggio di affidarle ad artisti affermati contemporanei. Tradizione che continua fino ad oggi con vetrate moderne,

ma che ha visto lo splendore come il trittico della cappella centrale, realizzato da Chagall

Insomma, Reims è una città bellissima, viva, in cui spendere qualche giorno per perdersi tra i suoi locali o nei bellissimi dintorni della Champagne.

Un piede dopo l’altro.

Giovanni

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